Domenica sera, dopo cena. Il falegname apre il telefono, guarda la schermata bianca e si accorge di non avere niente da pubblicare. Ha lavorato sessanta ore, ha consegnato una libreria su misura, ha risolto un incastro che non tornava e ha rifatto due volte una gamba....
Due mani entrano nell’inquadratura dall’alto. Versano, tagliano, impastano. Gli ingredienti cadono a ritmo, la teglia esce dal forno, l’ultima immagine è la fetta perfetta con il filo di formaggio che si allunga. Nessun volto, nessuna voce, quaranta...
Il pollice scorre. È il gesto più ripetuto della nostra epoca: un movimento verso l’alto, cinque centimetri, e il contenuto che stavi guardando sparisce per sempre senza che tu debba giustificarti con nessuno. Nessun tasto, nessun menu, nessuna attesa. È da...
Il lavoro migliore della tua carriera sta in una cartella che non puoi aprire davanti a nessuno. L’hai girato per un’agenzia che l’ha consegnato con il proprio logo in coda, o per un’azienda che ti ha fatto firmare tre pagine di riservatezza...
Il 3 febbraio 1957, alle 20:50, l’Italia televisiva era un paese con un canale solo. Quella sera, sul Programma Nazionale, si aprì un sipario: tendaggi dipinti, una musichetta da avanspettacolo, cartelli scenografici che giravano come in un teatrino di...